STORIA
Realizzata in seguito ai danni subiti dal terremoto del 1905, l’attuale facciata è caratterizzata da una simmetria tipica dello stile romanico toscano, come anche la scelta dei due colori che si alternano in orizzontale (bianco e nero fino all’ultimo restauro che ha uniformato le tinte al colore naturale della roccia). La storia del piccolo edificio affonda le proprie radici nel complesso Medio Evo meridionale: nato probabilmente come eremo di monaci bizantini che, secondo tradizione, si stabilivano in luoghi isolati per condurre una vita dedita alla preghiera, fu favorito dall’essere all’epoca lo scoglio totalmente separato dalla terraferma da una striscia di mare, ciò da cui deriva il nome ad oggi ancora in uso di “isola”. Le fonti documentarie sono più tarde, e relative al sec. XI, dal momento in cui risulta essere proprietà dell’Abbazia di Montecassino, cui fu donata da Roberto d’Altavilla, detto il Guiscardo, che volle, per via dell’alleanza con la Chiesa di Roma, favorire il rito religioso latino a scapito di quello greco; Sichelgaita, sua moglie, non a caso, nel 1067 venne accolta con grandi onori in Città. Nel corso della sua vita millenaria l’edificio ha subito varie modifiche, testimoniate da alcuni rari disegni o stampe che lo ritraggono a partire dal sec. XVI. Estremamente difficile è ricostruire gli impianti più antichi, a causa dei tanti interventi, come quello che ha creato il porticato che sostiene le celle per i monaci: questo è stato rimaneggiato dopo il sisma del 1905, e dipinto con stile ingenuo ma vivace da ignoto pittore locale, che ne ha voluto sottolineare la storia, con tre grandi dipinti sul soffitto che riportano l’immagine della chiesa tratta da stampe e fotografie del 1780 e appunto del 1905, prima e dopo i danni subiti dal terremoto dell’8 Settembre di quell’anno. Sulla porta d’ingresso lo stemma dell’Abbazia di Montecassino, con a sinistra il leone rampante, simbolo della famiglia Anicia, cui, secondo la tradizione, apparteneva San Benedetto, e a destra l’Abbazia, dalla quale sgorga un fiume di santità; sotto, una scritta in latino: «Dio sia glorificato in tutte le cose».

